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Parafrasi Il 5 maggio Manzoni

Sto cercando la parafrasi completa della poesia Il 5 maggio di Alessandro Manzoni, grazie.

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Inviata il 29 Luglio 2009 - 4 risposte

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Risposte

Egli (Napoleone) non è più vivo.Il suo corpo,dopo aver esalato l’ultimo respiro rimase immobile,senza più memoria,privato di uno spirito così tanto grande,così la terra resta immobile colpita stupefatta,muta, alla notizia della sua morte.
Pensando al momento della morte dell’uomo mandato dal destino,e non sa quando l’impronta di un piede di un uomo simile a Napoleone tornerà a calpestare la sua polvere insanguinata dalle guerre.
Il mio genio poetico vide Napoleone nel momento di massima gloria sul trono imperiale,ma tacque senza adularlo e il mio genio si astenne dal mescolare la sua voce al frastuono delle mille altre voci, quando lui cadde (sconfitta di Lipsia 1813),si riprese- risorse (i cento giorni dopo la fuga dall’isola d’Elba 1815) e giacque (sconfitta definitiva Waterloo 1815)
Il mio genio privo di elogi servili e di vili insulti ora si leva commosso per l’ improvvisa morte di una figura così radiosa e innalza un cantico che forse resterà immortale.
Una rapida rievocazione delle imprese napoleoniche:dalle Alpi:campagne d’Italia 1796 1800, alle Piramidi- campagna d’Egitto1798-1799 ,dal Manzanarre fiume che scorre vicino a Madrid campagna di Spagna1806, al Reno camp. di Germania, l’azione rapidissima di quell’uomo seguiva immediatamente le sue decisioni altrettanto rapid,.la sua azione fulminea si estese dall’estrema punta della Calabria fino alla Russia(il Tanai è un altro nome del fiume russoDon),dal Mediterraneo all’Atlantico(dall​’uno all’altro mar).
Fu la sua una gloria destinata a durare in eterno? Alle generazioni future la difficile risposta.Noi ci inchiniamo umilmente a Dio che volle imprimere su di lui un segno così grande della sua forza creatrice.
Napoleone provò tutto:la tempestosa e trepidante gioia di un grandioso progetto l’ansia di un animo che deve obbedire mentre pensa di poter ottenere il potere e lo raggiunge ottenendo un premio che per un uomo normale era follia sperare.
Tutto lui provò :la gloria più grande dopo il pericolo,la fuga e la vittoria , il potere e l’esilio,per due volte è stato sconfitto (Lipsia e Waterloo)e per due volte è ritornato al trionfo.
Egli(Napoleone)si presentò sulla scena della storia,due epoche storiche contrapposte :il settecento ,secolo della rivoluzione e l’ottocento secolo della restaurazione monarchica,si rivolsero a lui in attesa del loro destino,egli fece tacere le opposte tendenze e sedette come arbitro in mezzo a loro sintetizzando nella propria figura gli aspetti più significativi dei due secoli.
Finì i suoi giorni nell’inerzia di una piccola isola ,S.Elena, bersaglio di immensa invidia e rispetto profondo di inestinguibile odio e indomabile amore
Come sul capo del naufrago incombe l’onda vorticosa su cui lo sguardo dello sventurato poco prima scorreva alto cercando di individuare invano lontani approdi
Così il cumulo dei ricordi si abbattè su quell’anima-napole​one,con il suo peso angoscioso.oh quante volte iniziò a narrare ai posteri le sue memorie e sulle pagine mai finite cadde la sua stanca mano
Oh quante volte al tramontare di una giornata trascorsa a far niente chinati gli occhi folgoranti,rimase fermo con le braccia incrociate al seno e lo assalì il ricordo dei giorni passati.
E ripensò agli accampamenti militari spostati di continuo.Alle trincee nemiche colpite dagli assalti dei suoi soldati al muoversi velocissimo dei plotoni,all’incalzare ondeggiantew della cavalleria agli ordini concitati e alla loro rapida esecuzione.
Forse di fronte ad un così grande dolore si perse il suo animo affannato e perse ogni speranza ma una mano divina venne dal cielo e lo sollevò pietosa in un’atmosfera più serena :quella della fede
E lo guidò verso i fioriti e vitali sentieri della speranza verso l’eternità ,verso quel premio di felicità che supera ogni desiderio umano dove la gloria non è altro che silenzio e tenebre.
Oh immortale Fede benefica ,abituata ai trionfi,annovera anche questo trionfo,la conversione di Napoleone,gioisci perché mai uomo più potente si è inchinato di fronte alla croce di Cristo.
O fede allontana dalle stanche spoglie mortali ogni parola di condanna e di odio. Dio che abbatte l’uomo e lo soccorre che lo affanna e lo consola ,siede consolatore sul letto di Napoleone morente, al di sopra di ogni giudizio con infinita misericordia.








Napoleone è morto. Come il suo corpo è immobile dopo aver esalato l'ultimo respiro, così è immobile ed attonita tutta la terra alla notizia della morte di un uomo così potente e resta muta, pensando all'ultima ora dell'uomo che è stato così importante e non sa quando nascerà un altro uomo di tale calibro e che ha sparso tanto sangue
Il mio genio poetico (cioè io stesso) lo ha visto folgorante, vincitore ed in auge, ma ha taciuto e così ha continuato a tacere anche quando, con alterne è caduto ad è ritornato potente e non ha unito la sua voce a quella di altri poeti che lo osannavano o lo condannavano.
Così Manzoni dice che il suo spirito poetico pulito e limpido sia da servili lodi, che da vigliacchi oltraggi e solo ora, commosso per la repentina morte, scrive un'ode su quest' uomo così importante che forse resisterà nel tempo.
Ricorda le rapidissime campagne di Napoleone, come un fulmine, che coinvolsero tutta l'Europa fino all'Egitto, dall'uno all'altro mare.
Fu vera gloria? Lasciamo ai posteri la difficile sentenza, mentre noi chiniamo il capo al divino valore che volle in Napoleone, dar un segno più grande del suo sfinito creatore.
La tempestosa e trepida gloria di un grandissimo disegno, l'ansia di un cuore che serve impaziente pensando di divenire re e poi vi giunge e ottiene un premio che sarebbe stato una follia sperare.
Egli provò tutto: la più grande gloria dopo il pericolo la fuga e la vittoria; provò ad essere re e anche l'esilio fu due volte sconfitto nella polvere e due volte vincitore.
Egli si diede nome: due secoli così diversi tra loro si rivolsero a lui docili, come aspettando il loro destino; egli fece silenzio e si sedette tra loro come arbitro.
Nonostante tanta grandezza, improvvisamente scomparve e finì la sua vita in ozio, prigioniero in una piccola isola ed egli suscita ancora grande invidia e profonda pietà, grande odio e grande amore.
Come sul capo del naufragio si rovescia e pesa l'onda dove poco prima scorreva la vista del naufragio a cercare terre lontane, così sull'anima di Napoleone è sceso il peso delle memorie.
Oh , quante volte ha iniziato a scrivere le sue memorie! E quante volte su quelle pagine cadde la sua stanca mano! Quante volte al tramonto stette con gli occhi bassi e le braccia conserte e lo assalì la malinconia e il ricordo del passato!
E allora ripensò agli accampamenti sempre spostati da un posto all'altro, alle trincee, lo scintillare delle armi e l'avanzare della cavalleria e i suoi secchi comandi e come questi venivano soddisfatti rapidamente.
Ah, forse a tanto dolore cadde il suo spirito e si disperò, ma valido venne l'aiuto di Dio, che lo trasportò pietroso in un'aria più respirabile.
E lo guidò per i floridi sentieri delle speranze verso i campi eterni, lo guidò verso la beatitudine eterna, che supera qualunque desiderio umano, lo guidò verso quel luogo dove la gloria terrena non vale nulla.
Bella, immortale, benefica fede, così solita a trionfare.
Scrivi anche questo tuo trionfo, rallegrati perché nessuna personalità più grande si è mai chinata davanti alla croce.
Tu, o fede, allontana dalle stanche spoglie di quest'uomo ogni parola malvagia: il Dio che può tutto, che ci dà i dolori e ci consola si è posato accanto a lui, per consolarlo nel momento della sua morte.




Il 5 maggio

Dedicata a Napoleone. Scritta dal 17 al 19 luglio 1821, cioè subito dopo ch'era giunta a Milano la notizia della morte di Napoleone, avvenuta appunto il 5 maggio.

1. Il Manzoni non ha mai amato la dittatura di Napoleone, però considerava giuste le idee della Rivoluzione francese, che Napoleone voleva imporre con la forza a tutta Europa.
2. Il Manzoni qui non giudica Napoleone col metro morale, non si chiede cioè se il suo operato fu "vera gloria", in quanto lascia la sentenza ai posteri. Dice soltanto che anche in Napoleone, Dio ha compiuto i suoi disegni in modo misterioso, senza che neppure Napoleone se ne rendesse conto.
3. L'uomo-Napoleone appare al Manzoni migliore del dittatore, anche perché si diceva fosse morto cristianamente. Di conseguenza il vero soggetto dell'ode civile è Dio che redime gli uomini, e Napoleone non è che l'oggetto della provvidenza di Dio.

L'ode è stata scritta da Manzoni in soli tre giorni (17-19 luglio 1821) subito dopo la notizia della morte di Napoleone, giunta a Milano il 16 luglio, che doveva provocare nel Poeta una notevole impressione che creò quello sgomento che sempre coglie gli uomini quando muoiono i Grandi che sembrano indistruttibili, una certa commozione che nel Manzoni si traduce nella meditazione sulla vita e sulla morte, sulla fragile transitorietà delle glorie umane e terrene, sulla dolorosità della solitudine, acuita dal ricordo delle grandezze passate e dall'ansietà di un desiderio, talvolta potente, di un aiuto che non arriva (Napoleone che scruta l'orizzonte lontano sul mare), e infine la pacificazione nella Benefica Fede, con una preghiera "a speredere ogni ria parola" superando la condizione umana contingente nell'attesa di raggiungere il premio / che i desideri avanza. Possiamo dividere l'ode manzoniana, composta da 18 sestine per complessivi versi 108, in due distinte parti simmetriche, comprendenti ciascuna 9 sestine: o la prima fino al verso 54, dominata dalla presenza dell'uomo di fronte a se stesso, alla sua storia terrena, alla sua gloria umana, al premio / ch'e follia sperar;

spero di esserti stata d'aiuto,mi metti miglio risposta??grazi baci

Inviata il 29 Luglio 2009

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Prova a cercarla qui la parafrasi de Il 5 maggio di Alessandro Manzoni, ma modifica un po' la traduzione se no ti beccano subito che l'hai copiata da internet.

Inviata il 29 Luglio 2009

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Qua puoi trovare una parafrasi dell'ode Il 5 maggio scritta da Manzoni in onore della morte di Napoleone.

Inviata il 29 Luglio 2009

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Parafrasi Il 5 maggio

Napoleone è morto. Come il suo corpo è immobile dopo aver esalato l'ultimo respiro, così è immobile ed attonita tutta la terra alla notizia della morte di un uomo così potente e resta muta, pensando all'ultima ora dell'uomo che è stato così importante e non sa quando nascerà un altro uomo di tale calibro e che ha sparso tanto sangue
Il mio genio poetico (cioè io stesso) lo ha visto folgorante, vincitore ed in auge, ma ha taciuto e così ha continuato a tacere anche quando, con alterne è caduto ad è ritornato potente e non ha unito la sua voce a quella di altri poeti che lo osannavano o lo condannavano.
Così Manzoni dice che il suo spirito poetico pulito e limpido sia da servili lodi, che da vigliacchi oltraggi e solo ora, commosso per la repentina morte, scrive un'ode su quest' uomo così importante che forse resisterà nel tempo.
Ricorda le rapidissime campagne di Napoleone, come un fulmine, che coinvolsero tutta l'Europa fino all'Egitto, dall'uno all'altro mare.
Fu vera gloria? Lasciamo ai posteri la difficile sentenza, mentre noi chiniamo il capo al divino valore che volle in Napoleone, dar un segno più grande del suo sfinito creatore.
La tempestosa e trepida gloria di un grandissimo disegno, l'ansia di un cuore che serve impaziente pensando di divenire re e poi vi giunge e ottiene un premio che sarebbe stato una follia sperare.
Egli provò tutto: la più grande gloria dopo il pericolo la fuga e la vittoria; provò ad essere re e anche l'esilio fu due volte sconfitto nella polvere e due volte vincitore.
Egli si diede nome: due secoli così diversi tra loro si rivolsero a lui docili, come aspettando il loro destino; egli fece silenzio e si sedette tra loro come arbitro.
Nonostante tanta grandezza, improvvisamente scomparve e finì la sua vita in ozio, prigioniero in una piccola isola ed egli suscita ancora grande invidia e profonda pietà, grande odio e grande amore.
Come sul capo del naufragio si rovescia e pesa l'onda dove poco prima scorreva la vista del naufragio a cercare terre lontane, così sull'anima di Napoleone è sceso il peso delle memorie.
Oh , quante volte ha iniziato a scrivere le sue memorie! E quante volte su quelle pagine cadde la sua stanca mano! Quante volte al tramonto stette con gli occhi bassi e le braccia conserte e lo assalì la malinconia e il ricordo del passato!
E allora ripensò agli accampamenti sempre spostati da un posto all'altro, alle trincee, lo scintillare delle armi e l'avanzare della cavalleria e i suoi secchi comandi e come questi venivano soddisfatti rapidamente.
Ah, forse a tanto dolore cadde il suo spirito e si disperò, ma valido venne l'aiuto di Dio, che lo trasportò pietroso in un'aria più respirabile.
E lo guidò per i floridi sentieri delle speranze verso i campi eterni, lo guidò verso la beatitudine eterna, che supera qualunque desiderio umano, lo guidò verso quel luogo dove la gloria terrena non vale nulla.
Bella, immortale, benefica fede, così solita a trionfare.
Scrivi anche questo tuo trionfo, rallegrati perché nessuna personalità più grande si è mai chinata davanti alla croce.
Tu, o fede, allontana dalle stanche spoglie di quest'uomo ogni parola malvagia: il Dio che può tutto, che ci dà i dolori e ci consola si è posato accanto a lui, per consolarlo nel momento della sua morte.

Inviata il 29 Luglio 2009

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