Domanda chiusa

Altra domanda

Cosa si intende per i cinque pilastri dell'islam?

Nel Corano vengono fissati dei obblighi fondamnetali per i credenti dell'Islam.
Tali obblighi sono:

1. La testimonianza di fede (ا?ش?ادة Shahada)
2. Le preghiere rituali (ا?ص?اة Salāt o Namaaz)
3. L'elemosina canonica (ا?ز?اة Zakat)
4. Il digiuno durante il mese di Ramadan (ا?ص?? Sawm o Siyam)
5. Il pellegrinaggio alla Mecca (ا?حج Hajj).

I mululmani appartenenti alle setta Kharigita sostengono che c'è un altro pilastro chiamato la Jihad che letteralmente significa- Sforzo inetriore.

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Inviata il 04 ottobre 2007 - 5 risposte

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Risposte

I cinque pilastri dell'Islam sono la struttura della vita musulmana. Essi sono la testimonianza della fede, la preghiera, fare zakat (supporto dei bisognosi), digiunare nel mese di Ramadan e il pellegrinaggio una volta nella vita alla Mecca per chi può farlo.

1 - La testimonianza: " non c'è altro Dio fuorché Dio* e Muhammad è il suo Profeta "( asc-Sciahada );

La testimonianza è una professione di fede nell'unicità del Creatore e un riconoscimento della Verità del Profeta. La prima parte: " non c'è altro Dio fuorché Dio " rappresenta il movimento dell'uomo verso il Divino il suo distinguere il reale (Dio) da tutto ciò che non è reale, ossia che è fuori da questa relazione. Nella seconda parte: " Muhammad è il suo Profeta " Dio si muove in direzione dell'uomo e attraverso il Profeta Muhammad comunica agli uomini il suo messaggio. Per diventare musulmani basta pronunciare la professione di fede ( asc-Sciahada ) davanti a dei "testimoni musulmani " o ad un dottore delle legge islamica. Nello spirito del Corano quest'atto personale e volontario ha valore di contratto e nessuno ne può rimettere in causa la verità che si ha nel propio cuore.

2 - le cinque preghiere quotidiane ( as-Salat );
Le cinque preghiere quotidiane.
* All'alba (al-fajr)
* A mezzogiorno (ad-zuhr)
* A metà pomeriggio (al-'asr)
* Al tramonto (al-maghrib)
* Di notte (al-'isha)

prima di ogni preghiera bisogna essere in stato di purità "wudu". L'"Wudu" è il rituale dell'abluzione, una pulizia rituale con acqua pura (o in alternativa con la sabbia) "tayammun"​. Le parti lavate comprendono: le mani, la bocca, il naso, il volto, le braccia, la testa, le orecchie e i piedi fino alle caviglie.
Prima della preghiera rivolgersi in direzione di La Mecca per rendere lode a Dio. Le abluzioni sono il simbolo del ritorno dell'uomo alla primitiva purezza. Il musulmano può pregare anche in ufficio o per strada o dovunque si trovi. Ognuna delle cinque preghiere è codificata da una liturgia che comprende sia il piano individuale che quello collettivo. La preghiera è anche il momento privilegiato del rapporto intimo con Dio, la confessione diretta. L'incontro con Dio può essere moltiplicato nelle preghiere solitarie, silenziose anche in strada di giorno e di notte.
Nei venerdì, la preghiera congregazionale (jumu'ah) si tiene a mezzogiorno, ed è ritenuta obbligatoria per gli uomini e facoltativa per le donne. Un musulmano può pregare praticamente ovunque, anche sul lavoro o a scuola. ? raccomandato però che si metta una stuoia pulita a terra dove pregare e di rivolgersi in direzione (qibla) della Mecca durante la preghiera.

3- Il pagamento dell'imposta coranica non è soltanto un elemosina, ma è un atto di solidarietà concreta e costante con il resto della comunità e una purificazione dei beni legalmente acquisiti. All'inizio atto volontario e libero, l'elemosina ha avuto con il tempo e con l'espansione della nazione musulmana un evoluzione verso forme fiscali che si avvicinano alla pratica moderna delle imposte. Dai musulmani viene inoltre molto praticata anche l'elemosina libera per aiutare i più bisognosi.

4 -Il digiuno del mese di Ramadan. La seconda Sura del Corano obbliga tutti gli adulti in buona salute a digiunare dall'alba al tramonto, tutti i giorni, nel mese lunare del Ramadan, periodo della rivelazione del libro. Ne sono esentati gli impuberi, i malati e le donne incinte, mestruate o in allattamento.Fra tutti gli obblighi il digiuno è il più osservato, in alcuni paesi caldi, la mancanza di cibo e di acqua può rendere la prova faticosa, ma questa non assume mai il carattere di espiazione dolorosa, ma di un'offerta a Dio in cui l'anima domina il corpo. E' evidente come l'interruzione volontaria del ritmo vitale rappresenti la libertà dell'uomo dal proprio "io" e dai desideri che ne derivano. E' anche il ricordo che in noi abita " colui che ha fame" come un alter ego fragile, imperfetto da strappare alla miseria e alla morte.

5- l pellegrinaggio alla Mecca. Ogni musulmano in possesso dei mezzi fisici e materiali deve recarsi almeno una volta nella vita a La Mecca. L'origine di quest'obbligo affonda nelle tradizioni dell'Arabia pre-islamica. Quando entra nel perimetro sacro, vietato ai non musulmani, il pellegrino si purifica, abbandona i suoi vestiti e indossa un pezzo pezzo di stoffa non cucito e semplice sandali. Va incontro a Dio pronunciando una sola parola: LABBAYKA, eccome a te. Gira sette volte attorno al cubo sacro e bacia una volta la pietra nera che sta alla base del cubo. Dopo la grande preghiera condotta dal gran Cadì (giudice) di La Mecca, il pellegrino si dirige verso la valle di Mina e là venera la memoria di Abramo. Poi si reca sul monte Arafat dove in piedi da mezzogiorno al crepuscolo recita i versetti del Corano che celebrano la gloria del Signore. L'atto finale è il sacrificio rituale di un bovino, più spesso un caprino in ricordo del sacrificio di Ismail, l'antenato degli Arabi, per mano di Abramo. Il valore sociale che assume il pellegrino di ritorno da La Mecca è grande: ormai è considerato un saggio e la gente tiene conto dei suoi consigli. I poveri sono dispensati da queste prova. Il pellegrinaggio a La Mecca permette infine l'incontro della Comunità musulmana mondiale e è il simbolo di un viaggio interiore all'interno di se stessi.

Inviata il 04 ottobre 2007

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I 5 pilastri dell'Islam sono regole di vita islamica: un islamico non può astenersi da fare cinque cose nella sua vita: la fede si manifesta con la testimonianza, si devono seguire rituali di preghiera, si effettua l'elemosina canonica, si rispetta il Ramadan, una volta nella vita si deve andare alla Mecca.

Inviata il 04 novembre 2008

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I cinque pilastri dell??islam ispirano la vita di ogni buon islamico. Gli islamici hanno una religiosità più pratica di quella cristiana: risponde alle necessità di un popolo. Popolo nomade e senza una visione capitalistica dell'esistenza ha bisogno di ritualità per scandire il tempo: la fede e la testimonianza per trasmettere la cultura, la elemosina per sostenersi a vicenda nel bisogno, il Ramadan per affrontare il nuovo che arriva e il pellegrinaggio alla Mecca per mantenere un contatto con le origini di un popolo.

Inviata il 04 novembre 2008

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Nell'Islam in fatto di fede ci sono cinque regole, chiamate pilastri, che un buon islamico rispetta: prega ed ha fede e non nasconde la propria fede, per creare cultura e trasmetterla ai posteri, fa l'elemosina per ricordare le sue origini nomadiche, non stanziali, rispetta il digiuno di giorno per ricordare che esiste la morte, un mese all'anno, nella vita almeno una volta porta l'anima a casa: alla Mecca, presentandola al padre perché possa essere accolta da Allah dopo la morte.

Inviata il 04 novembre 2008

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Nell'Islam in fatto di fede ci sono cinque regole, chiamate pilastri, che un buon islamico rispetta: prega ed ha fede e non nasconde la propria fede, per creare cultura e trasmetterla ai posteri, fa l'elemosina per ricordare le sue origini nomadiche, non stanziali, rispetta il digiuno di giorno per ricordare che esiste la morte, un mese all'anno, nella vita almeno una volta porta l'anima a casa: alla Mecca, presentandola al padre perché possa essere accolta da Allah dopo la morte.

Inviata il 04 novembre 2008

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